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ACCREDITAMENTO ADM GARBAGNATESE

Grande è il dispiacere che accompagna la decisione della nostra cooperativa di non partecipare al bando di accreditamento per il servizio di A.D.M. nel distretto di Garbagnate Milanese, dopo 15 anni di presenza nel territorio. Una sofferenza che guarda innanzitutto alle famiglie e ai bambini, accompagnati con passione e professionalità in questi anni di lavoro, che ci ha visto al fianco degli operatori dei Servizi Sociali comunali con un compito delicato ed essenziale, per quei nuclei familiari in una situazione di disagio anche grave. Per la Comin, tale decisione rappresenta una dolorosa interruzione anche dei rapporti costruiti intorno e attraverso tale progetto con altri servizi e realtà del territorio, su cui abbiamo attivamente investito in questi anni. Seppure rinunciando a una parte fondamentale della nostra storia di cooperativa, continueremo ad operare e a sentirci parte attiva del territorio stesso, come attori sociali della comunità in cui non cesseremo di avere un ruolo, soprattutto adesso che le risorse a disposizione per contrastare il disagio si riducono progressivamente. È questo l?atteggiamento che ci ha portati, in questi anni, a progettare nuovi interventi attraverso bandi regionali (L.R 23/99) e fondazioni private (Fondazione Vismara, Fondazione Oliver Twist, Fondazione Cariplo) che ci hanno permesso di sperimentare l'ADM a Gruppo, progetti all?interno delle scuole elementari e medie del territorio, interventi di integrazione tra normalità e disagio e progetti di Coesione Sociale in alcuni quartieri cittadini. Siamo sicuri che tale spirito non ci abbandonerà permettendoci in futuro di continuare a contribuire attivamente alla crescita di queste comunità. È per noi importante cercare di comunicarvi le ragioni che ci hanno portato a questa scelta così dolorosa e costosa. Siamo convinti che l?ADM sia un servizio delicato, difficile oltre che prezioso: si tratta di entrare con delicatezza ma con efficacia all?interno di famiglie, in situazioni di difficoltà o a rischio di maltrattamento con l?obiettivo di tutelare per quanto possibile i minori e di porre in atto processi di cambiamento positivo nell?intero nucleo, cercando che la propria presenza sia accolta positivamente. Spesso, infatti, l?ADM è imposta alla famiglia, anche da un decreto del Tribunale. Per attuare efficacemente questo mandato è necessaria una solida competenza professionale, oltre ad un metodo di lavoro efficace in grado di garantire agli operatori vicinanza, confronto e supervisione. Spesso purtroppo questo servizio è consegnato nelle mani inesperte di operatori giovani, al primo impiego, lasciati per lo più a lavorare in solitudine, ingenerando, tra l?altro, alti tassi di turn over e inefficacia sociale ed educativa. Sono invece condizioni necessarie per poter gestire in modo efficace questo servizio: la possibilità di garantire contratti di lavoro equi e tutelanti, attraverso l?assunzione degli educatori con un contratto di lavoro dipendente, (condizione ai nostri occhi da dover garantire nel rispetto della legislazione vigente) oltre a condizioni di lavoro e ad una metodologia, capaci di garantire la possibilità di raggiungere gli obiettivi educativi previsti, il lavoro di rete, le riunioni di confronto e di supervisione. Le tariffe economiche previste dal bando di accreditamento sono tali da non rendere possibile l?assunzione degli operatori e un metodo di lavoro, anche compresso, in grado di rendere possibile un?ADM efficace. Del resto questa valutazione era stata anticipata in una lettera, inviata all?Ufficio di Piano e ai referenti dei Servizi Minori e sottoscritta dalla maggioranza delle cooperative attualmente accreditate, in cui i costi presentati confermano ampiamente questa nostra valutazione. Sappiamo bene quanto grave sia il problema della contrazione delle risorse economiche a disposizione degli Enti Locali, siamo consapevoli di come la definizione delle priorità comporti spesso scelte molto sofferte. Ci sentiamo però di affermare che un servizio così delicato, se fatto in condizioni inadeguate, potrebbe essere addirittura dannoso. È forse meglio seguire un numero minore di situazioni ma farlo bene: così si evita lo spreco di risorse (e magari di doversi rivolgere domani a interventi più costosi). A tale proposito è importante sottolineare come negli ultimi anni la multiproblematicità dei nuclei familiari presi in carico sia notevolmente aumentata e come l'A.D.M. si sia sempre più trasformato da intervento preventivo ad intervento esplorativo, finalizzato a valutare la qualità delle relazioni familiari e il benessere/malessere dei minori al loro interno, e di sostegno e controllo in situazioni ormai già molto deteriorate. Lungi dal gettare la spugna, noi viviamo questa scelta come gesto di attaccamento a questo servizio e a questo territorio: assumiamo, infatti, i disagi che ci deriveranno, come singoli operatori e come cooperativa, perché riteniamo prioritario agire per porre condizioni che aumentino la possibilità di gestire in modo adeguato in futuro questo servizio. Per questo ci impegnamo, per quanto sta nelle nostre capacità e possibilità, ad alzare il livello della comunicazione, sia riguardo agli aspetti più tecnici, rivolgendoci agli addetti ai lavori, sia cercando di fare arrivare questi problemi, gestiti in genere in maniera per lo più sommersa, anche ai comuni cittadini. Ci pare rilevante porvi un?altra osservazione. La scelta di non partecipare al bando per l?accreditamento (in considerazione del fatto che per noi ?essere davvero cooperativa? è un?opzione fondamentale) è stata presa con la partecipazione diretta dei soci lavoratori coinvolti nell?operatività: in una zona dell?hinterland milanese in cui si continuano a perdere posti di lavoro a causa della crisi economica, 16 educatori della COMIN, da 15 anni operativa nel Distretto con il servizio di ADM, si auto licenziano, perché ritengono non opportuno lavorare in condizioni che non consentono interventi efficaci e di qualità con i ragazzi e le famiglie con cui lavorano. Questa difficile decisione, ormai presa, non segna ovviamente la fine del nostro lavoro di verifica. Ci proponiamo di approfondire ulteriormente la riflessione, anche attraverso il confronto con gli operatori dei Servizi Sociali comunali e delle altre cooperative, sull?efficienza della nostra organizzazione, sul servizio di Assistenza Domiciliare Minori, sulla gestione contrattuale in uso, sull?organizzazione e la metodologia impiegata ? alla ricerca di modalità d?intervento sempre più leggere ed efficaci. Nonostante quanto finora espresso, saremo lieti di rivedere la nostra scelta qualora l?esperienza dell?operatività dovesse dimostrare infondati i nostri attuali convincimenti, attraverso la valutazione del lavoro dei soggetti accreditati, oppure nel caso in cui potranno mutare le condizioni oggettive di lavoro, che ora giudichiamo inadeguate. Ringraziando davvero per l?attenzione che ci avete prestato, vi porgiamo il nostro saluto. Il Presidente Vincenzo Salvi
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