
LIBERABILE torna sabato 14 giugno con un pomeriggio dedicato a inclusione, abilità e fragilità in gioco.
L’evento sarà ospitato presso il Cohousing Base Gaia in via Crescenzago 101, Milano (MM Udine), dalle 15.00 alle 18.30.
Saranno protagonisti i servizi della Cooperativa COMIN che ogni giorno costruiscono percorsi di inclusione: dai servizi scolastici di Settimo e Cornaredo a Tamias, Rhoasi, Segurlab, Deltapiano, DeltaMedie, Girandola, Casetta di Timmy, Percorsi Insieme, Casa del Tempo, Il Pane e le Rose, Capanna 9, Suono Risuono Sono Lab.
L’evento offrirà spazi di racconto, ascolto, gioco e sperimentazione, oltre a un rinfresco a cura dell’Associazione Il Bocciolo e Deltapiano. Un invito a conoscersi, emozionarsi, creare relazioni capaci di accendere nuove scintille di cambiamento.
VEDI IL PROGRAMMA COMPLETO E ISCRIVITI QUI

Nel cinquantennale della cooperativa – è stato pubblicato Il libro "A casa d’altri. L’accompagnamento educativo domiciliare nell’esperienza della cooperativa sociale Comin" che racconta la nascita, lo sviluppo e l’identità del servizio di ADM, un progetto educativo che ha fatto scuola.
Nato nel 1985 a Milano su proposta della nostra cooperativa e affidato dal 1986 anche a COMIN, l’ADM si è poi diffuso anche negli altri territori.
Il libro ripercorre le tappe fondamentali del servizio: dalle prime sperimentazioni, alla costruzione di équipe integrate, per arrivare alla costruzione condivisa di un sapere pedagogico capace di farsi carico di un complito complesso e difficile.
In certo senso viviamo questo libro come un umile strumento che consegniamo al futuro per affrontare l’evoluzione di questo servizio che ci appare difficoltosa.
Ogni socio COMIN riceverà una copia in occasione dell'assemblea per il rinnovo delle cariche - mercoledì 25 giugno 2025.

Il 7 giugno 2025 a Cassina Anna in quel di Bruzzano, il Centro Diurno per Minori "Filo d'Arianna", per tutt* "Il Filo", ha festeggiato il suo trentesimo compleanno.
Una festa importante, aperta con l'inaugurazione del murales a tema "spazio", portato avanti dal gruppo attuale di ragazz* del Centro e costruito grazie al progetto "100 idee".
Dopo l'inaugurazione, la festa, a cui hanno partecipato famiglie, ragazzi e ragazze, educatori ed educatrici passati e presenti, è continuata fuori e dentro il Filo con una mostra di centinaia di foto che hanno ripercorso la storia trentennale del Centro, un aperitivo e la presentazione di un video realizzato dalle educatrici e dai ragazzi, in cui si intervistavano vecchi e nuovi educatori ed educatrici di questi trent'anni, raccontando cosa quell'esperienza di lavoro avesse rappresentato per loro.
Sia dalle interviste che dalle foto emergeva la narrazione collettiva di un lavoro di cura che è mutato nel tempo per cambiamenti sociali e generazionali ma che, tuttavia ha avuto delle costanti, un “Filo rosso” dato dalla costruzione capillare di percorsi di vita individuali e di gruppo, fatti di piccoli, ripetuti riti quotidiani: i momenti del pranzo, dei compiti, dei giochi, delle vacanze, del baccano dei ragazz*, fissati sia nelle foto che nella memoria.
Piccoli e grandi eventi di vita, attenzioni profonde, volte a costruire strumenti collettivi tra educatori, educatrici, ragazz* e famiglie per creare opportunità e pensiero anche nei luoghi segnati dalla fragilità e dal disagio. Un lasciare traccia, un insegnamento ( da: “segnare dentro”) collettivo, sempre faticoso ma allo stesso tempo vitale; con cui si accompagnano e si sono acconpagnat* per 30 anni adolescent* e bambin* in cammini volti a sperare e immaginare un futuro possibile anche lì dove l'ombra era ed è più scura.
Sulle pareti di una stanza del Centro Diurno, nel corso degli anni l'artista Gabriele Sgrò insieme a ragazzi e ragazze attuali e passati, ha ritratto i loro visi con un oggetto significativo per loro. In quella stanza, come nelle tantissime foto appese in ogni dove e anche nascoste nei cassetti, c'è tutta l'essenza di questa storia trentennale di cura: il tenere nel pensiero quotidiano e nella memoria tutti e tutte coloro che passano e sono passati.
Il loro esistere concretamente in quel luogo e nell'azione di coloro che sono e sono stati coinvolti nella loro cura, contrastando così quella che Alice Miller definiva "una sconfinata solitudine psichica" che sempre produce un'incredibile sofferenza e disagio.
Tutto questo, insieme al molteplice intreccio di vite, è stato celebrato con emozione e allegria il 7 giugno in Cassina Anna.
(Testo a cura di Lucia D'Arienzo)
Via E. Fonseca Pimentel, 9 • 20127 Milano
Telefono 02.26140116 - fax 02.26890231
www.coopcomin.org - info@coopcomin.org
N°. iscr. Albo Cooperative: A115715 - Partita I.V.A. e C.F. 02340750153