Il terremoto di Amatrice

Il racconto di un socio che con Slash ha prestato i soccorsi 

Mi trovavo a Livigno per la consueta settimana di seminario nazionale con l'Associazione Nazionale Carabinieiri, di cui faccio parte insieme al mio cane Slash.   
Ci aspettava una settimana di formazione, con esame finale per il rinnovo dell'operatività (io e Slash siamo un'unità cinofila per la ricerca di dispersi). 
La mattina del 24 agosto, alle ore 6:00, sono stato chiamato per una riunione urgente insieme ai referenti delle altre regioni d'Italia presenti e siamo rimasti ammutoliti di fronte al televisiore acceso su uno dei notiziari nazionali. Le immagini di quanto accaduto poche ore prima nel centro Italia erano terribili.

Subito, il Coordinamento Nazionale Cinofili, insime alla nostra Presidenza Nazionale e a Sala Italia, si sono coordinati per capire come poter essere utili.
Dei 40 cinofili presenti, io e altri due colleghi siamo stati scelti per raggiungere Amatrice e portare il nostro contributo. Così, in elicottero, insieme ai nostri 3 cani, siamo partiti alla volta di Lecco, dove ci attendevano altri mezzi di terra, che abbiamo guidato fino a destinazione. 700 km per raggiungere Amatrice, con difficoltà; le strade erano interrotte e bloccate. Appena arrivati ci siamo messi a disposizione dei Vigli del Fuoco, che coordinavano l'emergenza.

Una volta sul posto, siamo stati affiancati a una squadra che avrebbe dovuto rimuovere i resti di un'abitazione, ridotta in macerie. Questo per tutta la notte, finché le operazioni di soccorso sono state sospese per un’ora, a causa delle continue scosse e della conseguente pericolosità. Tornati nel centro del paese, muri che poco prima erano in piedi e che avevano resistito alla scossa più grande, avevano ceduto, modificando ulteriormente lo scenario che avevamo davanti. Da lì, ci siamo spostati per raggiungere un altro sito, dove abbiamo ripreso a spostare macerie.
Si stimava che potessero esserci persone tra i resti di quell'abitazione, così è stata la volta anche dei nostri cani, che hanno dato alcuni segnali circoscrivendo la zona da scavare.
Siamo rimasti due giorni interi ad Amatrice, prestando il nostro servizio insieme ai nostri cani e ai tanti volontari presenti.
Per rispetto delle tante vittime, non voglio dare indicazioni precise sul numero dei ritrovamenti personali e delle condizioni in cui erano le persone che abbiamo estratto. L'essere giù ci rendeva parte di un'unica macchina operativa.

Noi abbiamo portato il nostro piccolo contributo, prestando le nostre capacità e le nostre energie in uno scenario surreale. Quando sei lì pensi solo a lavorare: è una volta tornati a casa che i pensieri iniziano a prendere forma e a trovare ordine nella mente. Cominciavo a comprendere bene la tragedia cui avevo assistito. 
Terminato il nostro servizio, quando l'intervento richiedeva altri tipi di competenze sul campo, siamo tornati a Livigno per gli ultimi giorni di seminario. Eh sì, c'è toccato fare l'esame. Io e Slash siamo stati promossi a pieni voti!

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