Politiche dell’abitare per via Padova che cambia

Il racconto del convegno

Un convegno per approfondire e lanciare proposte su un tema piuttosto complesso come quello delle problematiche dell’abitare nel quartiere di via Padova. In altri termini, un confronto sulla necessità di garantire condizioni di tenuta sociale per tutti nel quartiere che non possono passare solo per la riqualificazione degli spazi pubblici ma deve riguardare anche la casa. 

Si tratta dei rischi della gentrificazione a fronte delle azioni di rigenerazione urbana e riqualificazione locale che spesso come Terzo Settore ci vedono tra i protagonisti. Il rischio insomma che tali azioni contribuiscano a dinamiche espulsive per chi non si può più permettere di sostenere costi di affitto e della compravendita di case in costante aumento.   Abbiamo discusso di tutto questo il 15 maggio con un incontro, sia in presenza sia on line, presso l’ex Chiesetta del Parco Trotter, come tappa di un percorso più ampio promosso dalle cooperative Comin e B-Cam, e le associazioni Amici del Parco Trotter e Via Padova Viva.  Analizzare e proporre azioni e percorsi che possano creare le condizioni per la tenuta del mix sociale nel quartiere contenendo gli esiti di processi cittadini (e non solo) che sembrano inarrestabili e che richiedono quindi profondità di analisi, contributi diversi e forte collaborazione tra soggetti privati e enti pubblici.  Un confronto pertanto che ha coinvolto l’assessore alla Casa del Comune, ricercatori del Politecnico di Milano, un agente immobiliare, un amministratore di condominio, i referenti di realtà locali e cittadini che si occupano del tema abitare con azioni di accompagnamento sociale, inclusione sociale e mutualità.  Questo primo incontro da l’avvio ad un processo che punta a far incontrare politiche pubbliche e azioni dal basso per incentivare il radicamento nella zona anziché l’espulsione; per sostenere tanto la rigenerazione urbana quanto quella umana; per preservare la natura eterogenea di via Padova.   Piace pensare a un laboratorio locale di sperimentazione tra relazioni sociali e politiche pubbliche, che abbia una continuità temporale adeguata a raggiungere obiettivi di medio e lungo periodo.  In sintesi è possibile raccogliere le idee in progress su cui iniziare a lavorare in quattro grandi contenitori:  RETI SOCIALI  
  • Azioni di welfare condominiale e di quartiere (abitare collaborativo, servizi di sostegno, assistenza, mutuo aiuto e vicinato solidale) 
  • Mediazione dei conflitti di vicinato.  
  • Sostegno e rete del commercio di prossimità. 
POLO DELL’ABITARE IN ZONA  
  • Consulenza sui problemi condominiali e sulle risorse per affrontarli.          
  • Accompagnare chi voglia dare e prendere casa in affitto a canone calmierato e chi voglia acquistare un immobile per abitare nel quartiere.  
  • Informare su come accedere a contributi a fondo perso e altre misure per recuperare immobili degradati o vuoti per abitarli o darli in locazione a canone calmierato.  
  • Sportello unico per raccogliere segnalazioni di illegalità e sfruttamento abitativo.  
GESTIONE DEL MERCATO IMMOBILIARE  
  • Creare un’agenzia locale che acquisisca immobili all’asta per rimetterli sul mercato a prezzi calmierati ad acquirenti che si impegnino a ristrutturarli, sanare le morosità e abitarli per un periodo prefissato. Patrimonio che potrebbe fornire accoglienza anche per le famiglie locali sfrattate. 
  • Promuovere la compravendita etica, la compartecipazione all’acquisto di piccoli investitori per interventi parcellizzati o di interi immobili per affitti a canone calmierato, housing sociale e cohousing.  
  • Prevedere incentivi fiscali, contributi pubblici a fondo perso per le ristrutturazioni, bonus e altre misure che orientino i proprietari di immobili verso il mercato dell’affitto a famiglie residenti e a canone concordato.  
AZIONI DI RECUPERO E RISTRUTTURAZIONE DEGLI IMMOBILI 
  • Sperimentare Patti di condominio che stabiliscano piani di rientro dai debiti condominiali, favorendo il risanamento finanziario e strutturale degli stabili.     
  • Promuovere la nascita e mettere in rete attività micro-imprenditoriali locali per realizzare manutenzioni ordinarie e straordinarie dell’edilizia privata, degli spazi pubblici e/o comuni.

via Padova che cambia

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